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La vittoria del No apre il regolamento di conti. E il Sì vuole diventare una corrente

Toghe divise alla riscossa. È così che si potrebbe riassumere il clima che si respira in Piazza Cavour a Roma, sede dell'Anm, dove i piani per "il ribaltone" (qualcuno lo ha definito così) sono in atto. Non si è fermato lo scossone legato alle dimissioni del segretario generale di Magistratura indipendente, Claudio Maria Galoppi: già capo di gabinetto di Elisabetta Casellati e togato al Csm, estremamente preparato, leader carismatico, il giudice di stanza a Milano non aveva intenzione di scendere a compromessi e di farsi schiacciare tra le due correnti di sinistra più ideologiche, Magistratura democratica e Area.

E questo, dunque, è uno dei primi problemi da affrontare: come fa a resistere la corrente di centrodestra alle pressioni dei volti più estremi? Un dilemma doppio, perché la spaccatura si registra anche all'interno della stessa Mi: molti non vogliono perdere la propria identità, né essere affiancati a chi ha una linea apertamente e aprioristicamente antigovernativa. Altri, invece, temono di perdere un'opportunità storica, generando quindi delle prime crepe all'interno della corrente stessa.