Tuttavia, è piuttosto l’ipotesi di poter dormire sonni tranquilli, specie per gli intestatari di una osp Covid, ad aver fatto ignorare l’obbligo di presentare la domanda, previa decadenza del titolo. E questo perché nel frattempo il Governo ha concesso tempo fa un’altra proroga a giugno 2027 per le osp Covid anche se la stessa elimina solo il parere della Sovrintendenza e non il contrasto alle norme del codice della strada. Tradotto, se il dehors impedisce il passaggio dei pedoni sul marciapiede, intralcia un incrocio, ingloba un albero e così via, deve essere comunque rimosso. Ed è proprio questo che vuole fare il Campidoglio. Da questa mattina, chi non ha fatto domanda (pur non avendo ancora ricevuto risposta dal Municipio competente), è passibile di sanzione. E non sono pochi. Dagli ultimi dati, almeno un esercente su tre risulta essere abusivo perché non in regola con questo adempimento ed è pronto a dare battaglia: «Saranno migliaia i ricorsi al Tar di fronte alle sanzioni», conferma Paolantoni. Intanto, dal canto suo, il I Municipio, territorio a più alta densità di occupazioni, è pronto a continuare le rimozioni. Negli ultimi mesi sono state oltre 400 per osp difformi dalle regole, nella maggior parte dei casi si è trattato di osp parzialmente abusive, e sta per metterne a segno un’altra trentina nei prossimi giorni, tra Prati, Trastevere e Castro Pretorio. Si tratta di rimozioni programmate in precedenza e che non hanno dunque a che vedere con gli abusi che si potranno riscontrare da stamattina.
Ristorazione, tavolini all'aperto: ricomincia la guerra
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