Grande festa per la serata con il duo genovese intervistati dal direttore del Secolo XIX Michele Brambilla e da Paolo Giordano. Commovente la reunion con un’amica d’infanzia di Pontedecimo
Genova – Casa dolce casa: i Ricchi e Poveri avranno pure fatto migliaia di concerti in tutto il mondo – all’appello mancano solo Giappone e Thailandia – ma l’abbraccio dei genovesi martedì sera a Palazzo Ducale è stato uno dei più emozionanti di sempre. Perché in fondo Angela e Angelo sono rimasti quegli eterni ragazzini “ricchi di spirito, ma poveri di tasca” come li aveva battezzati Franco Califano, quegli amici che si incontravano in spiaggia per cantare assieme sognando il successo, senza l’ardire di immaginarlo.
E dopo quasi 60 anni di carriera il loro è un successo planetario: 22 milioni di copie vendute e le loro canzoni sono cantate in tutto il mondo. “L’ultima segnalazione arriva dall’ultimo Capodanno in cui in un paesino di pescatori in Papua Guinea hanno festeggiato la mezzanotte cantando Sarà perché ti amo”, esprime tutto il suo affetto in una lettera indirizzata ai due amici Ivano Fossati.
Quelle che all’inizio venivano bollate come “canzonette” oggi sono i ritornelli che uniscono in una sola voce tutte le generazioni: “Se mi innamoro”, “Mamma Maria”, “Ma non tutta la vita” sono soltanto alcuni dei successi intonati assieme al pubblico e poi con l’esibizione del Cromosuoni Vocal Ensemble, nel corso dell’incontro condotto dal direttore de Il Secolo XIX Michele Brambilla e dal giornalista Paolo Giordano che si è trasformata in una vera e propria festa della musica.







