La trasformazione del settore dei trasporti e la sua transizione verso forme di energia prive di petrolio rappresentano una sfida che non può essere vinta esclusivamente attraverso l'elettrificazione dei propulsori. Lo sostiene uno studio condotto dall’Istituto di Tecnologia di Karlsruhe, dal Centro tedesco di ricerca sulla biomassa (DBFZ), da Freyberger engineering GmbH e dalla BMW. Secondo la ricerca, risulta essenziale sfruttare il potenziale di risparmio di CO2 di tutte le fonti energetiche disponibili, con un focus particolare sui carburanti liquidi, integrabili nelle infrastrutture esistenti senza modifiche tecniche. In questo contesto si inseriscono i cosiddetti Carbon Neutral Fuels (CNF), termine che raggruppa tutti i combustibili con un'impronta di carbonio inferiore a quella dei fossili. Lo studio ha esaminato il potenziale di sostituzione di questi vettori energetici derivati da biomasse, analizzando la disponibilità di materie prime avanzate e l’evoluzione della domanda nell'Unione Europea per gli anni 2030, 2035 e 2040.

Serviranno le auto per "alimentare" navi e aerei

L'analisi adotta un approccio orientato al mercato libero, evidenziando come settori difficili da elettrificare, quali la navigazione, l'aviazione e i macchinari pesanti, garantiranno una domanda di CNF a lungo termine. Tuttavia, l'introduzione di una nuova classe di veicoli alimentati esclusivamente con questi carburanti, denominata vCNF (Carbon Neutral Fuels Vehicle), appare cruciale per l'avvio del mercato e per la disponibilità di tali risorse nel tempo. L'obiettivo strategico è stabilire la mobilità CNF come un percorso complementare all'elettrificazione per il trasporto stradale, valutando la fattibilità della sostituzione dell'intero mercato dei carburanti, compresi i volumi necessari per il parco circolante esistente.