Un bonus da 1000 miliardi. Oppure una capitalizzazione di quattromila, quasi il doppio del Pil italiano. Si può partire da qui, dalla remunerazione prospettica di Elon Musk o dal valore di Borsa di Nvidia per capire con quale rapidità il mondo sia cambiato. Arrivando a concentrare nelle mani di una manciata di aziende tecnologiche e di pochi uomini un potere immenso, inimmaginabile in questa intensità fino a pochi anni fa, superiore persino a quello di interi stati. Assetto inedito che pone nuovi interrogativi sulla sostenibilità dell’intero apparato del capitalismo moderno, già scosso del resto nelle sue fondamenta dal venir meno del ruolo degli organismi multilaterali, finora portatori di un equilibrio che bene o male ha funzionato. Equilibrio messo in discussione dalle spinte autocratiche di Russia e Cina, così come dalle scelte inedite dell’amministrazione Usa sul fronte delle alleanze e delle politiche commerciali.

E non a caso “Dal mercato ai nuovi poteri, le speranze dei giovani” è il titolo scelto per la nuova edizione del Festival dell’Economia di Trento, per il quinto anno consecutivo organizzato dal Gruppo Il Sole 24 ORE e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento e con la collaborazione del Comune e dell’Università di Trento.