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Bonnin, compagno della parlamentare, assunto come collaboratore, ma l'Unione europea lo vieta. E il suo stipendio può arrivare a 9mila euro netti

Che l'universo di Ilaria Salis fosse quello antagonista è noto. Che tra i suoi assistenti parlamentari in Ue, tutti appartenenti a quell'emisfero, potesse nascondersi un pregiudicato, meno. Ivan Bonnin, arrestato nel 2015 e poi condannato a pagare una multa di 15mila euro per interruzione di pubblico servizio aggravata e violenza privata, è accreditato al Parlamento europeo con l'esponente di Avs. In termini tecnici, è un'Apa. E fa differenza. Perché in Ue esistono collaboratori accreditati e non. Bonnin rientra così nella fascia tabellare prevista per i lavoratori internazionali delle istituzioni, per cui è prevista una tassazione privilegiata, mentre per gli assistenti locali sono previste fior fior di tasse. Lo stipendio varia da un minimo di 2531,60 euro al mese a un massimo di 9520,95 netti. Fa una bella differenza e la cifra è a discrezione dell'europarlamentare di riferimento. Ecco forse perché il regolamento del Parlamento europeo parla in maniera espressa di "moralità" per la selezione del personale. Non è l'unica questione aperta. Perché lo stesso regolamento Ue vieta all'articolo 13 la possibilità di assumere "partner stabili". E Bonnin, secondo ricostruzioni non smentite dagli interessati, è legato sentimentalmente alla Salis. Il controllo Schengen subìto in stanza d'albergo tanto dall'esponente di Avs quanto dal suo assistente, insomma, rischia di aver aperto un vaso di pandora. Ligure, professore a contratto dell'Università di Genova, e fondatore della "Brigate volontarie per l'emergenza", Bonnin è un internazionalista e un solidarista. Tra i suoi paper scientifici, anche uno sul confine di Ventimiglia, zona calda per il fronte No Tav. Bonnin è anche il coautore di "Vipera", il libro della Salis sulla sua vicenda ungherese. Insomma, il connubio è totale.