Non fu diffamazione ma critica politica: l’ex consigliere regionale Mario Conca non commise alcun reato nei confronti dell’ex governatore Michele Emiliano, quando nel 2019 puntò il dito contro la nomina di Giorgio Savino alla direzione degli affari legali e societari di Acquedotto Pugliese. La Quinta sezione della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna a sei mesi (più i danni e le spese legali) che il Tribunale di Bari aveva inflitto a Conca nell’aprile 2024.
Il processo era nato dalla denuncia presentata da Emiliano a causa delle affermazioni contenute in un post, pubblicato su facebook e poi rilanciato in chat whatsapp, in cui l’ex consigliere commentava i contenuti di un articolo di giornale relativo alle nomine in Aqp. “Prima Di Cagno Abbrescia alla presidenza – era scritto - (...) ma Aqp è una società di servizi per pugliesi oppure è un incubatore di accordi politici trasversali al servizio di Emiliano? (...) Continuano le nomine clientelari a danno della collettività?”.
Altro passaggio contestato era quello che si soffermava sull'avvicendamento alla direzione degli affari legali e societari di Acquedotto Pugliese tra Veronica Arciuolo e Giorgio Savino. Arciuolo, scrisse sarebbe stata rimossa “per concedere il coordinamento a Giorgio Savino, il figlio dell'ex presidente della Regione Puglia ed ex presidente del Tribunale di Bari, Vito Savino". "La colpa dell'Arciuolo è forse quella di aver ridotto il contenzioso? Attendo una risposta dal presidente Emiliano e, per il bene dei pugliesi - concludeva il post - spero che non ci si trovi davanti all'ennesimo incarico conferito per motivazioni ben diverse da quelle professionali, a cui, purtroppo, ci ha abituati".







