Ha tagliato in due una città ancora addormentata, una corsa solitaria in macchina dal Nomentano fino all'Eur in piena notte. La meta era la scala antincendio del liceo classico Francesco Vivona. Ha scavalcato il cancello sulla facciata laterale, in via dell'Elettronica ed è salita sulla sommità, poi si è lasciata cadere. È morta così D.P. di 42 anni. L'hanno ritrovata ieri mattina nel cortile della scuola gli operai che stanno ristrutturando lo stabile. Indossava solo il pigiama e i calzini, non aveva nemmeno un paio di scarpe o di pantofole. Ed è un mistero perché abbia deciso di percorrere circa 15 chilometri in auto scegliendo proprio un liceo così lontano per mettere fine alla sua vita. Chi indaga ha pochi dubbi: tutti gli elementi lasciano pensare a un suicidio, anche se non sono ancora del tutto escluse altre piste. Una morte che ha lasciato senza parole gli studenti del Vivona, tanto che la dirigente scolastica ha deciso di sospendere le lezioni.

«Siamo arrivati alle sette, ci siamo subito accorti del corpo senza vita ai piedi di un pilone delle scale antincendio», ha raccontato ieri uno degli operai della ditta impegnata nella ristrutturazione della scuola, avvolta dai ponteggi. Sono stati loro a dare l'allarme. Mezz'ora prima gli anziani genitori della 42enne avevano già denunciato la scomparsa della figlia. D.P. domenica sera aveva dormito da loro, lo faceva spesso nei fine settimana. Non riusciva a restare sola nel grande appartamento in cui viveva a corso Francia. Sono stati la mamma e il papà della 42enne a fornire elementi importanti per capire le ragioni del suo gesto. La coppia si è svegliata nel cuore della notte scoprendo che D.P. era uscita. Dopo un paio d'ore padre e madre si sono rivolti ai carabinieri della compagnia Parioli. Ai militari hanno spiegato che la figlia da un paio di mesi era molto giù per la sua situazione lavorativa e sentimentale. Aveva collaborato con diverse testate, anche importanti, come giornalista. Il suo curriculum vanta continui aggiornamenti e master, oltre alla laurea, il lavoro però andava e veniva. La 42enne, secondo il racconto dei genitori, non aveva una relazione sentimentale. Il trascorrere del tempo le appariva sempre più insostenibile, la grande casa sempre più vuota. Una condizione di malessere a cui non era seguito un percorso terapeutico. Probabilmente nessuno tra amici e parenti aveva compreso la gravità del suo disagio. D.P. non avrebbe mai avuto alcun legame col liceo: non era un'ex studentessa, né aveva conoscenze legate alla scuola, almeno secondo i primi riscontri. L'unico nesso con la zona sarebbe un corso di marketing nel quartiere, che la 42enne aveva da poco iniziato. Forse nei giorni precedenti aveva notato i ponteggi e la scala antincendio, fino a decidere d'impeto. Ma non è escluso che possano emergere nuovi particolari per capire se ci siano altri collegamenti tra la donna e la scuola. I carabinieri ieri mattina sono risaliti alla sua identità grazie all'automobile che la 42enne aveva abbandonato in strada a circa 200 metri dalla scuola, con le chiavi attaccate al cruscotto e la portiera aperta. Risalendo a chi era intestata la macchina, hanno scoperto che poco prima era già stata presentata la denuncia di scomparsa da parte dei genitori, che hanno poi riconosciuto il corpo della figlia all'istituto di medicina legale. Il pm ha comunque disposto l'autopsia.