Gli inizi ricordano quelli di tante imprese italiane, piccole e medie, cresciute nel tempo e divenute eccellenze nei propri settori, capaci di realizzare progetti di fama mondiale.
La storia di Sandrini Metalli inizia nel 1950, con due giovanissimi fratelli, Nazareno e Vittorio, che aprono una piccola officina di riparazioni a Piamborno, in provincia di Brescia, e negli anni ’70 la trasformano in una piccola azienda artigianale specializzata nella lavorazione del ferro. La svolta arriva con la seconda generazione, quando in azienda entrano la figlia di Vittorio, Lorenza Sandrini, e il marito Pierfranco Damioli, che trasferiscono la sede nell’attuale sito di Costa Volpino, nella Bergamasca.
La svolta industriale
Ma è soprattutto con l’ingresso della terza generazione, negli anni ’90, che si intensificano gli investimenti per trasformare la Sandrini Metalli in una realtà industriale vera e propria che, tra varie vicissitudini (tra cui la morte prematura di Alberto Damioli, nel 2009) è oggi una realtà affermata nel settore delle coperture e nei rivestimenti per facciate, con 141 milioni di euro di fatturato nel 2025 (in crescita del 6,8%) e 169 dipendenti, di cui un terzo ha meno di 30 anni. Il tasso di retention è molto elevato (il 90%), un dato tutt’altro che scontato per una realtà della Valcamonica.






