Gli effetti collaterali della guerra in Iran si riverberano sull'Ucraina, ormai sempre più a rischio di finire nel dimenticatoio.

Per l'Europa, però, si tratta di una questione "esistenziale" - come amano ripetere i vertici dell'Unione Europea - e dunque non sorprende che al G7 esteri, in Francia, il tema sia stato sollevato con forza. Troppa, forse.

L'alto rappresentante Ue Kaja Kallas, intransigente quando si parla di Russia, ha incalzato il segretario di Stato Marco Rubio per capire se, e quando, gli Usa decideranno di applicare pressioni su Mosca (e non solo sull'Ucraina) per spingere il Cremlino a più miti consigli, suscitando il fastidio dell'americano. Kallas - stando a quanto ha ricostruito Axios - ha ricordato che Rubio aveva affermato, un anno prima, che se la Russia avesse ostacolato gli sforzi per porre fine alla guerra gli Stati Uniti avrebbero esaurito la pazienza e avrebbero adottato ulteriori misure restrittive. "È passato un anno e la Russia non ha fatto nulla", ha detto Kallas, secondo quanto riferito dalle fonti. "Quando finirà la vostra pazienza?". "Stiamo facendo del nostro meglio per porre fine alla guerra ma se pensate di poter fare di meglio voi, fate pure, noi ci faremo da parte", ha ribattuto Rubio alzando la voce. L'ex premier estone, nelle ultime settimane, ha ribadito più volte che per controbattere alla linea massimalista della Russia al tavolo dei negoziati è necessario adottare una posizione altrettanto dura, poiché altrimenti non si otterranno concessioni: una strategia apparentemente opposta a quella degli Usa.