Dopo l'Australia, tocca all'Indonesia: l'immenso arcipelago del Sud-Est asiatico ha vietato l'accesso ai social media ai minori di 16 anni. Si tratta del primo Paese non occidentale a compiere questo passo, annunciato qualche settimana fa e in vigore da sabato 28 marzo. Il tutto pochi giorni dopo la storica sentenza contro Meta e YouTube negli Stati Uniti.
La decisione dell'Indonesia segna una cesura netta rispetto al passato e non riguarda una singola piattaforma o un segmento limitato dell’universo digitale, ma colpisce l’intero spettro dei social network più diffusi, da YouTube a TikTok, passando per Facebook, Instagram, Threads, X, Bigo Live e Roblox. L’Indonesia, con una popolazione di circa 280 milioni di abitanti e oltre 70 milioni di minori potenzialmente interessati dalla normativa, rappresenta uno dei mercati digitali più vasti e dinamici al mondo. Negli ultimi anni, la penetrazione degli smartphone e delle piattaforme social è cresciuta in modo esponenziale, trasformando radicalmente le abitudini quotidiane, soprattutto tra i più giovani. Bambini e adolescenti trascorrono ore online, spesso senza una supervisione adeguata, esposti a contenuti di ogni tipo: dall’intrattenimento innocuo fino a pornografia, cyberbullismo, truffe e dinamiche di dipendenza.







