Se la prima pole non si scorda mai, la seconda è ancora più bella. Andrea Kimi Antonelli non si ferma più: dopo la partenza al palo e la vittoria nel Gran premio di Cina, può sognare un bis in Giappone, a Suzuka, circuito che non mente mai a proposito della qualità dei piloti – nelle ultime 14 edizioni, per 12 volte ci ha vinto chi sarebbe poi diventato campione del mondo -, considerato come un esame di laurea in Formula 1. Una prova che per il momento il 19enne italiano, due settimane fa diventato il più giovane pilota di sempre a conquistare una pole, ha superato a pieni voti. Aggiungendo in questo caso il proprio nome a una lista da brividi: Lewis Hamilton, Michael Schumacher, Ayrton Senna. Sì, avete letto bene: sono stato gli ultimi tre piloti, prima di Kimi, a conquistare la seconda pole della carriera subito dopo la prima. Non un’impresa da tutti, insomma. «Sono molto contento – la soddisfazione del bolognese, autore della 50ª pole di un italiano nella massima categoria del motorsport -, è stata una sessione pulita, mi sono sentito molto bene in macchina, migliorava giro dopo giro».
Tre decimi al compagno di squadra
Suzuka piace ad Antonelli, «è una pista della Madonna» l’ha definita giovedì scorso, «bellissima e storica» ha ribadito poco fa, nel 2025 ci aveva conquistato altri due record di precocità: a 18 anni e 7 mesi era diventato il più giovane a guidare un Gp, nonché a conquistare un giro veloce in gara. La adora. E George Russell se n’è accorto: sempre indietro per tutto il weekend, in difficoltà in questo sabato mattina («Controllate se c’è qualcosa che non va in macchina», ha chiesto via radio senza ottenere granché), l’inglese ha definitivamente capito di avere in casa un rivale pericolosissimo, cresciuto a vista d’occhio dopo una stagione di apprendistato e a proprio agio con queste nuove monoposto più leggere. «Kimi ha fatto un grandissimo lavoro ancora una volta – racconta George -, noi a inizio qualifiche non eravamo da nessuna parte e bisogna capire perché. Ma la gara è domani». Tre decimi di distacco parlano chiaro, mentre il team principal Toto Wolff applaude: la Mercedes completa l’87ª prima fila della sua storia (tre su tre nel 2026) e pregusta la 63ª doppietta in gara.












