Roma, 26 mar. (askanews) – Fattori climatici avversi e l’incremento dei costi logistici e di produzione fanno esplodere i costi dell’ortofrutta all’ingrosso, che sono tutti su livelli molto più alti rispetto ad appena un anno fa mentre, per alcune referenze come i pomodori, il livello di prezzo è aumento anche del 30% in una sola settimana a causa dell’aumento del costo dei trasporti. Lo segnala BMTI che ha fatto una analisi sull’andamento dei prezzi all’ingrosso del comparto ortofrutticolo e ittico rilevati anche nei mercati della Rete Italmercati.
Rispetto alla scorsa settimana, per i prodotti siciliani come melanzane, peperoni e zucchine si registra stabilità, sebbene su livelli molto alti rispetto al 2025. In particolare, le melanzane registrano un incremento annuo vertiginoso del +121% arrivando a costare 3,20 euro/Kg a fronte di 1,45 euro/Kg del 2025 ma nessuna variazione rispetto alla scorsa settimana.
I rincari più significativi della settimana continuano a riguardare i pomodori, con il Ciliegino che sale del 29% in soli sette giorni e il Datterino del 20%. Piccadilly a 4 euro/kg, a fronte dei 2,10 euro/Kg del 2025 (+90%) mentre la varietà a grappolo, il più consumato in questo periodo, conferma un aumento annuo del 44% e del 16% rispetto alla scorsa settimana.






