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26 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:34
La Corte d’Appello di Palermo ha assolto la ragazza che partecipò alla strage di Altavilla Milicia, riconoscendola temporaneamente incapace di intendere e di volere al momento dei fatti avvenuti nel febbraio 2024. La giovane, che in primo grado era stata condannata a 12 anni e otto mesi, non è dunque imputabile secondo i giudici della sezione per i minorenni. Durante “un rito di liberazione dal demonio” furono torturati e uccisi una donna e due suoi figli, madre e sorella delle vittime. Era accusata di omicidio plurimo aggravato e occultamento di cadavere. La giovane, durante il procedimento di primo grado, aveva dichiarato che “rifarebbe tutto”, e che non aveva ceduto neanche di fronte alle suppliche della madre che l’aveva pregata di chiamare i carabinieri.
La ragazza, all’epoca dei fatti ancora minorenne, era stata inizialmente ritenuta responsabile della morte della madre, Antonella Salamone, e dei fratelli Kevin ed Emanuel, rispettivamente di 16 e 5 anni, uccisi durante quello che i periti definirono un rito esoterico nella villetta di famiglia. La giovane era stata trovata dai carabinieri nel suo letto, con a pochi metri i corpi dei fratelli. In un primo momento, si pensò fosse l’unica sopravvissuta alla strage, ma successivamente ammise di aver preso parte alle torture e all’omicidio dei familiari.






