Seconda puntata del viaggio in Ciociaria, e più precisamente in quelle città (Anagni, Veroli, Alatri e Ferentino), già alleate nel VI secolo avanti Cristo, che si sono unite a formare il consorzio Hernica Saxa sul territorio che fu degli antichi Ernici. Oggi è la volta di Alatri e Ferentino.
Il biglietto da visita di Alatri sono le Mura Ciclopiche che circondano la parte più antica della città (l’Acropoli) e che fecero dire a Ferdinand Gregorivius, il famoso medievista tedesco: «Allorquando mi trovai dinanzi a quella nera costruzione titanica, conservata in ottimo stato, quasi non contasse secoli e secoli ma soltanto anni, provai un'ammirazione per la forza umana assai maggiore di quella che mi aveva ispirato la vista del Colosseo».
Le Mura Ciclopiche dell'Acropoli di Alatri esaltate da Gregorovius (foto di Luigi Grassia)
Alatri vanta un antico cittadino illustre, Betilieno Varo, che in epoca romana le diede un ordine architettonico e la dotò di un acquedotto lungo 14 chilometri. Fra le sue chiese si impongono la Cattedrale di San Paolo Apostolo e la Chiesa di Santa Maria Maggiore (con la cosiddetta Madonna di Costantinopoli).
Poi ci sono la Chiesa e il Chiostro di San Francesco, che conservano due reperti d’eccezione: un mantello del patrono d’Italia e un affresco misterioso, che costituisce un unicum mondiale: il cosiddetto Cristo nel Labirinto. Un’opera d’arte che qualcuno ha voluto nascondere al mondo ma non ha osato distruggere.







