"Tanto tuonò che piovve. Abbiamo in Italia il primo caso umano di influenza aviaria", causato "da un virus chiamato H9N2 che è simile ad altri virus aviari come H5N1". Il paziente, "ricoverato in Lombardia a Monza, non si è contagiato in Italia, ma a livello extraeuropeo", in un Paese africano. "Però abbiamo evidentemente un caso nel nostro Paese che ci dice cosa? Che l'attenzione sull'influenza aviaria deve essere più alta di quella che abbiamo avuto fino ad oggi", ammonisce in un video social l'infettivologo Matteo Bassetti.
"Bisogna potenziare i sistemi di sorveglianza - esorta il primario dell'Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova - bisogna potenziare i sistemi di diagnostica, bisogna affrontare il tema. Non è girandosi dall'altra parte che si risolvono i problemi. Soprattutto, non è dicendo che il problema non esiste che si si risolve. Lo abbiamo detto tante volte, lo continuiamo a ribadire: l'influenza aviaria è dietro l'angolo, potrebbe arrivare da un momento all'altro", avverte Bassetti.
Questo paziente si è contagiato fuori dall'Italia e dall'Europa, "ma potrebbe succedere che un domani, visto che continuano a esserci casi di influenza aviaria negli animali, si contagi qualcuno" sui nostri territori "e possa rappresentare un problema. Dobbiamo lavorare di più su questo tema: con un piano pandemico, sapendo dove andare, cosa fare, chi diagnostica. Tutte cose che purtroppo - osserva l'esperto - in questo momento non sembra siano così sintonizzate".










