Le Borse europee si preparano ad aprire in calo, intimorite dalla situazione in Medio Oriente, dove un accordo tra Usa e Iran sembra meno imminente, dopo che Teheran ha rimandato al mittente la proposta di Washington e posto sul piano cinque punti. Il Wall Street Journal sostiene che il presidente americano, Donald Trump, ha detto ai propri collaboratori di volere una fine rapida della guerra, ma ieri, intanto, la portavoce del presidente, ha anche detto che il tycoon è pronto «a scatenare l’inferno» se l’Iran non tratterà. Intanto vanno avanti gli attacchi missilistici incrociati e gli operatori trattengono il respiro nell’attesa di notizie dallo stretto di Hormuz.
Il future sul Ftse Mib cede lo 0,65% così come quello sull’Eurostoxx. Il valore del greggio è tornato a salire: il wti si attesta a 92,34 dollari al barile (+2,1%) e il Brent del Mare del Nord a 104,29 dollari (+2%).
Sono deboli le Borse asiatiche (-0,27% Tokyo) e i futures americani, per ora non molto rilevanti, cedono tutti attorno allo 0,3%, dopo i rialzi della vigilia. Sul fronte macro è emerso che la fiducia dei consumatori tedeschi si è deteriorata (l’indice di aprile è sceso a -28 da -24,8). Nel pomeriggio negli States saranno diffuse le richieste di sussidio alla disoccupazione.









