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Spuntano i nomi di Giovanni Malagò, Lucio Malan, Sandro Pappalardo. Circola, inoltre, il nome di una donna, Elena Nembrini, attuale direttore generale dell’Enit
Annunciate le dimissioni, è già partito il totonomi per il dopo Santanchè. Come da tradizione, le ipotesi sono scattate subito dopo la missiva d’addio ed è destinato a proseguire fino all’individuazione del successore: con ogni probabilità domani mattina, dal momento che Meloni è rientrata in serata dalla visita in Algeria e non dovrebbe presentarsi al Colle con il nome del nuovo ministro.
Tra le valutazioni in corso, secondo quanto emerge dagli ambienti di via della Scrofa, ci sarebbe l’ipotesi di un riequilibrio geografico e politico: puntare su una figura del Sud per ricostruire consenso in aree oggi più fragili, come quelle in cui ha prevalso il no alla riforma della giustizia. In alternativa, un profilo amministrativo forte e riconoscibile come quello di Luca Zaia potrebbe garantire continuità nella capacità di governo, anche se qualcuno osserva che assegnare ora una casella alla Lega rischierebbe di innescare tensioni, soprattutto con Forza Italia. Interpellato su un possibile coinvolgimento, l’ex governatore del Veneto preferisce non commentare.






