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25 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:15
La guida del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (SNSC) è un ruolo molto delicato nella gerarchia iraniana: lo sanno anche gli israeliani, che la scorsa settimana hanno eliminato Ali Larijani. Al suo posto, il regime sciita ha scelto Mohammad Bagher Zolghadr. A lui si chiede un intervento su più fronti: il conflitto con Stati Uniti e ‘Stato ebraico’e la gestione dell’opposizione interna. Sebbene il cambio di regime non sia scontato partendo dal basso, in Iran i dissidenti nelle scorse settimane hanno pagato un prezzo molto alto per aver detto di essere stufi degli ayatollah. E non si tireranno indietro facilmente, nonostante la repressione.
Zolghadr non è stato scelto a caso: ex comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e segretario del Consiglio consultivo per il Discernimento dal 2023, rappresenta una prima generazione dei pasdaran, quelle che si sono formate nel 1979 con la Rivoluzione che cacciò lo Scià. Inizialmente, Zolghadr ha fatto parte della rete Mansouroun, un gruppo che ha sfornato figure influenti all’interno del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Dopo la caduta dello Scià, come altri membri di Mansouroun, ha fatto parte di comitati rivoluzionari prima di entrare nelle Guardie.







