Interruzioni di stock e carenze temporanee sui mercati esteri: il 2026 sarà un anno critico per la supply chain della feta, a causa di una epidemia di vaiolo ovino e caprino che si è diffusa in Grecia e che ha determinato un abbattimento di circa mezzo milione di pecore e capre, con una diretta ripercussione sulla quantità di latte disponibile per la trasformazione della Dop.

Il primo caso di vaiolo risale al 2024 e da allora è stata una escalation. Il protocollo prevede l’abbattimento di tutte le mandrie in cui sia segnalato un episodio: si è arrivati ad eliminare il 5% del totale del bestiame nazionale.

Secondo quanto riferito da Assolatte a Il Sole 24 Ore è a rischio un settore da 700-750 mila tonnellate di latte ovino e 160-180 mila tonnellate di latte caprino che, insieme, sostengono una produzione casearia annua di 200-230 mila tonnellate e da cui dipende un export caseario di quasi 1 miliardo di euro (977 milioni di euro nel 2024). All’interno di questa quota l’80% (valore 786 milioni di euro) è occupato dalla Feta, formaggio di grande successo, che continua a scalare le classifiche dei consumi (tra gennaio e ottobre 2025 l’import in Italia è cresciuto del 40%).

Pericolo speculazione su prezzi e falsi