BELLUNO - Un occhio ai prezzi esposti fuori alle aree di servizio e uno al portafoglio: i conti non tornano e quindi (quando si può) si lascia l'auto a casa, ingegnandosi in svariati modi per risparmiare un costo aggiuntivo, dato che i rincari dei carburanti che per molte famiglie si aggira anche nell'ordine di svariate centinaia di euro al mese. Un modo è il car sharing o condivisione dell’automobile per spostamenti di medio-lungo raggio.

Carburanti, sconti e code: un centinaio i distributori che non hanno aggiornato i prezzi. Presi d'assalto i distributori meno costosi, controlli della Finanza

Di fronte alle misure del Governo e all'oscillazione dei prezzi dei barili di petrolio, i consumatori si attendevano dei ribassi veloci almeno tanto quanto lo erano stati i rincari che qualche settimana fa avevano fatto balzare i prezzi dei carburanti anche oltre i 2 euro per la benzina e fin quasi 2.5 euro per il diesel. In realtà le cose non funzionano così e infatti la discesa è stata lenta e poco uniforme, anche a dispetto del bonus accise introdotto per 20 giorni: questo a causa dell’effetto “missile” e dell’effetto “piuma”. Le compagnie petrolifere tendono ad adeguare i prezzi al rialzo molto rapidamente quando il petrolio aumenta (come un missile), ma li riducono più lentamente quando il petrolio cala (come una piuma) sulla base non già delle scorte acquistate, ma sul prezzo di quelle che dovranno acquistare. È chiaro che una perdurante volatilità delle quotazioni del greggio sui mercati internazionali, non aiutano a “sgonfiare” la bolla. Così i prezzi, anche in presenza dell’intervento governativo (bonus accise), sono scesi ma di poco e in provincia i prezzi alla pompa si sono stabilizzati intorno a 1.750 euro per la benzina e a 2 euro e qualche centesimo per il diesel. A questo punto l’alternativa è lasciare l’auto in garage, utilizzare il trasporto pubblico, andare a piedi o in bici per gli spostamenti più brevi, oppure condividerli attraverso il car sharing.