WASHINGTON. Per Donald Trump il voto per corrispondenza è una truffa. Lo ha sempre definito tale, sostenendo di aver perso le elezioni presidenziali 2020 a causa di tale metodo e accusando, senza prove, i democratici di aver manomesso le preferenze arrivate per posta.

Voti che sei anni fa, in mezzo alla pandemia di COVID-19, furono processati con vari giorni di ritardo dopo il 3 novembre (l’election day, ndr), vista la grande quantità di americani che avevano optato per spedire la propria scheda elettorale ed evitare così di andare fisicamente al seggio per non esporsi al rischio di contagio.

Shock a Bruxelles, il ministro di Orbán ammette: “Contatti con Lavrov durante le riunioni Ue”

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MARCO BRESOLIN

Nel 202, the Donald non si lamentò di niente. Anche questo lunedì, il tycoon di New York è tornato a definire tale pratica un «imbroglio postale». «Il voto per corrispondenza significa truffa per corrispondenza. Io la chiamo truffa per posta, e dobbiamo fare qualcosa al riguardo», ha dichiarato Trump intervenendo, a Memphis, a una tavola rotonda dedicata alla task force della sua amministrazione sulla criminalità.