Prima la smentita, ora il cambio di rotta per cercare di sminuire l’accaduto. Una cosa è certa: il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha effettivamente chiamato il collega russo Sergei Lavrov a margine delle riunioni del Consiglio Ue a Bruxelles per aggiornarlo delle discussioni e delle decisioni prese.

Dopo le rilevazioni del Washington Post, è stato lo stesso Szijjarto ad ammettere il suo comportamento, giustificando però i contatti come se si trattasse di una cosa assolutamente normale. E ha rivelato di aver fatto telefonate simili anche con altri partner extra-Ue: «Prima e dopo le riunioni del Consiglio – ha detto nel corso di un evento elettorale – parlo non soltanto con il ministro degli Esteri russo, ma anche con quelli di Stati Uniti, Turchia, Israele, Serbia e con gli altri nostri partner».

Secondo il ministro del governo guidato da Viktor Orban non ci sarebbe niente di scandaloso perché «nell’Ue vengono prese molte decisioni che influenzano le relazioni e la cooperazione dell’Ungheria con altri Paesi» e «la diplomazia consiste nel parlare con i leader di altri Stati». Dall'inizio della guerra in Ucraina, Szijjarto si è recato a Mosca in più occasioni: l'ultima il 4 marzo scorso, quando ha avuto un incontro con Vladimir Putin al Cremlino.