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Ultimo aggiornamento: 16:05
Ci sono momenti in cui la partecipazione fa la differenza. E questo è uno di quelli.
In questi giorni lo abbiamo visto chiaramente: quando le persone scelgono di esserci, il loro contributo conta davvero. La vittoria schiacciante del No al referendum sulla Giustizia ne è una dimostrazione palese. Gl’italiani hanno salvato la Costituzione dall’ennesimo tentativo di ristrutturazione autoritaria, recandosi in massa alle urne. La riforma targata Carlo Nordio, che avrebbe separato le carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti e avrebbe sdoppiato il Csm e creato un’Alta corte chiamata a giudicare i giudici, sarebbe stata usata da questo governo e da questa maggioranza come grimaldello per una serie di altre leggi devastanti. Insieme li abbiamo fermati.
Il Fatto Quotidiano è stato in prima linea dal primo giorno: con i nostri articoli, le nostre interviste e i nostri approfondimenti, ci siamo da subito schierati contro il tentativo maldestro e poco democratico di cambiare sette articoli della nostra Costituzione: il “capolavoro” dei padri costituenti, come lo ha definito il direttore, Marco Travaglio. Abbiamo accompagnato i lettori nella comprensione di una riforma così tecnica, abbiamo ascoltato le voci dei più autorevoli magistrati, abbiamo dedicato un’intera settimana agli incontri di persona con la nostra comunità. Ancora una volta, il nostro giornale ha fatto la differenza, distinguendosi come unico nel panorama italiano in questa battaglia di legalità e di democrazia.






