Roma, 24 mar. (askanews) – Negli ultimi anni anche in Italia si è verificato un boom del fenomeno del “Buy Now Pay Later” (Bnpl), una forma di fatto di dilazione di pagamento, alla cui diffusione hanno contribuito in ampia misura alcuni giganti dell’economia digitale, ma ai vantaggi di queste pratiche si affiancano anche “elementi di vulnerabilità non facili da valutare, per la limitata disponibilità di dati sui volumi e sulla rischiosità”. Lo rileva la banca d’Italia in una nota di Stabilità Finanziaria (Buy Now Pay Later: caratteristiche del mercato, rischiosità e sviluppi regolamentari).

Lo studio cita l’Indagine sui bilanci delle famiglie (Ibf) 2022 e l’Indagine congiunturale (Icf), più recente, del 2025, secondo cui nella Penisola l’uso di queste soluzioni è balzato dal 4 per cento dei nuclei familiari nel 2022 al 30 per cento nel 2025, anche se circa due terzi lo usa solo occasionalmente. Ma in linea con quanto si osserva in altri paesi, questa forma di finanziamento “sta progressivamente coinvolgendo fasce di popolazione finanziariamente più fragili – si legge – con un reddito medio-basso, scarse risorse patrimoniali e già indebitate, soprattutto per scopi di consumo o per consolidare altri debiti; il ricorso è molto diffuso tra chi è in ritardo nel rimborso dei debiti”.