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Da Scotti a Casini, gli eredi dello Scudocrociato alla camera ardente dell'ex ministro

Paolo Cirino Pomicino è stato forse l'ultimo segretario di una Democrazia cristiana immaginaria. "Lui teneva tutti insieme" ammette con un filo di commozione Gianfranco Rotondi, prima di entrare nella Sala Aldo Moro di Montecitorio dove è stata aperta la camera ardente dell'ex ministro diccì di rito andreottiano. "In una parola la sua scomparsa ci disorienta - insiste Rotondi. Nessuno come lui ha rappresentato il punto di riferimento di ciò che restava e ciò che tornava della vecchia scuola democristiana. Con lui si parlava di futuro e non di passato. E la Dc per lui era il futuro".

Sfilano alla Camera gli ultimi reduci di Piazza del Gesù, un po' nostalgici di un partito che ormai appartiene alla storia della politica del Belpaese. Abbracciano la vedova Lucia Marotta che racconta agli amici: "Io gli dicevo: Paolo devi lottare, io da sola non ce la faccio. E lui: Lotto, lotto. Ma l'ultima volta mi disse: Non ce la faccio più". Pier Ferdinando Casini, già presidente della Camera e oggi senatore indipendente seduto nel gruppo del Partito Democratico, è il primo ad arrivare.