Alcaraz, un’altra sconfitta a sorpresa. Il numero uno del mondo, che dopo aver trionafto agli Australian Open e a Doha sembrava imbattibile, dopo lo stop in semifinale a Indian Wells contro Medvedev, si ferma al secondo turno a Miami, battuto 3-6 5-7 6-4 dall’americano Sebastian Korda, n.36 Atp. La Florida evidentemente non si addice a Carlos, che l’anno scorso era uscito addirittura al primo turno, fermato dal veterano belga Goffin. Un Alcaraz senza verve, senza ispirazione, che si era miracolosamente salvato già nel secondo set, rimesso in gara da un disastroso game di Korda che era andato a servire per il match ma aveva infilato una serie di sedici punti a uno.

Era proprio dall’anno scorso negli stessi due tornei che Alcaraz non perdeva due partite così ravvicinate, e stavolta a stupire è stata l’incapacità di dare una svolta al match nel terzo set, quando psicologicamente Korda sembrava distrutto. Proprio nel momento in cui Carlitos sembrava aver trovato una costanza di rendimento, lo spagnolo ricasca in un altalena di rendimento che lo ha spesso caratterizzato in carriera. E forse il divorzio brusco da Juan Carlos Ferrero, che era stato frettolosamente archiviato, non è davvero ancora del tutto digerito. Sebastian Korda, doppiamente figlio d’arte di papà Petr, ex numero due del mondo e di mamma Regina Raichrtova, anche lei ex pro di buon livello, diventa così il primo americano dopo Tommy Paul l’anno scorso in Canada a battere il numero uno del mondo. Ottime notizie per Jannik Sinner, che a Miami così ha possibilità di rosicchiare altri punti ad Alcaraz dopo quelli guadagnati in California nella corsa al numero uno. Sinner torna in campo domani, opposto al numero 33 del mondo, l’imprevedibile mancino francese Corentin Moutet che lo mise in difficoltà, per un set, l’anno scorso al Roland Garros.