«Èun gesto grave, irresponsabile e illecito, per di più ostentato con arroganza sui social: l’imam di Torino Baya conferma ancora una volta di agire contro, di prendersi gioco dell’Italia e degli italiani». Il consigliere regionale Roberto Ravello attacca così, con una nota, Brahim Baya, attivista noto a Torino per la sua battaglia in difesa della Palestina già nel mirino di FdI per la preghiera nell’Università a maggio 2024. Questa volta, i meloniani lo attaccano per la foto pubblicata sui social network: un’immagine della sua mano con la matita in procinto di votare “No” sulla scheda elettorale.

Referendum, il no a valanga a Torino: è al 64,7% affluenza record al 63,8%

Lo scatto al seggio

La legge vieta di introdurre in cabina elettorale il proprio telefono, fotografare la scheda e diffondere il voto: pena l’arresto da tre a sei mesi o una multa da 300 a 1000 euro. Nel post, l’attivista accanto alla foto scattata in cabina elettorale scrive: «Mentre nel mondo c'è chi vive sotto le bombe qui abbiamo ancora la possibilità di scegliere. E questa possibilità non è scontata. Oggi non si vota solo una riforma. Si decide da che parte stare. Io ho scelto, anche per Gaza». Ma alle 14 di oggi, quando mancano pochi minuti alla chiusura dei seggi, quel testo finisce nel mirino di Ravello. Per il meloniano piemontese lo scatto pubblicato non è accettabile: «Non può esserci spazio a Torino per chi tifa per i missili iraniani – aggiunge - per chi elogia i terroristi, va a braccetto con antagonisti, anarchici e centri sociali e si prende gioco del nostro sistema democratico. La misura è colma».