L'Inter non riesce più a vincere. A Firenze, contro una squadra in lotta per la salvezza, i nerazzurri non riescono ad andare oltre il pareggio per 1-1, stesso risultato dell'ultima gara a San Siro contro l'Atalanta.

Restano primi, il distacco da Milan (6 punti) e Napoli (7) resta importante ma devono ritrovare il successo per cercare di gestire senza affanni il decisivo finale di stagione. Il 9° gol stagionale di Pio Esposito, dopo appena 39 secondi, sembrava il preludio ad una serata di festa, ma l'Inter come già nella gara precedente non ha saputo sfruttare il vantaggio trovato così velocemente e chiudere il match dando così coraggio alla Fiorentina che, con merito (e cuore), è riuscita a pareggiare nella ripresa con Ndour dopo essersi resa pericolosa in più di un'occasione. Quinto risultato utile consecutivo per i viola, Conference compresa, segnale di ritrovata fiducia in questa sua tormentata stagione. Appena due successi nelle ultime sette partite (comprese le coppe) per l'Inter che dovrà utilizzare la sosta per rimettersi in marcia a passo spedito. Nell'occasione Chivu (squalificato, al suo posto in panchina Kolarov) ha ritrovato dal 1' Calhanoglu e confermato in attacco il tandem Thuram-Pio Esposito per l'assenza perdurante di Lautaro oltre a quella di Bastoni. Dumfries di nuovo titolare in una gara in trasferta in A dopo quella del 25 ottobre a Napoli. Nella Fiorentina Ndour (che sarà tra i protafgonisti) ha avvicendato Mandragora out per un problema al polpaccio durante la rifinitura, in avanti Kean supportato sulle fasce da Parisi e Gudmundsson. Fiorentina che dopo 39 secondi si è trovata sotto, trafitta da Pio Esposito su assist di Barella. Il giovane centravanti nerazzurro, al secondo gol di fila dopo quello all'Atalanta, sesto nella massima serie, ha beffato Ranieri in mezzo all'area. Un inizio show per l'Inter che s'è apparecchiata il match nel migliore dei modi. I viola, con cuore e orgoglio, hanno però reagito rischiando di essere ancora trafitti da Pio Esposito ma pure sfiorando il pareggio con Gudmundsson e Kean.