«Stanno nascondendo qualcosa». Evelina Sgarbi, figlia del critico d'arte Vittorio, è convinta che la verità non sia stata detta sulla condizione di salute del padre. «Mi sento scoraggiata», confessa, a causa anche delle continue critiche che le vengono mosse. «Io lo faccio per il suo bene, ma spesso vorrei mollare tutto. Non voglio ricostruire nulla che avremmo dovuto costruire tempo fa, ma a me dispiace che a lui non importi di questa situazione», confessa ospite a Verissimo.
«Voglio le cartelle cliniche» Al centro della sua battaglia, oggi, c'è la «errata» gestione medica della salute del padre. «Perché non mi danno le cartelle cliniche? Stanno nascondendo qualcosa. A un malato in questo stato, oncologico, gli fai fare solo una visita dallo psicologo? Onestamente non trovo che basti. Un suo amico ha detto che non lo riconosce neanche più. Le foto parlano chiaro, si vede il prima e il dopo, com'è cambiato fisicamente in un anno». Per questo motivo, la figlia ha deciso di rivolgersi alla magistratura: «Ho chiesto al giudice la revoca del perito. Hanno affidato mio padre a uno psicologo che si occupa di minori: come può curare una persona depressa e malata oncologica?». Il distacco non è solo clinico, ma anche umano. Evelina descrive un isolamento affettivo da parte del padre che l'ha portata a sentirsi «scoraggiata» e dipinta ingiustamente come la «figlia cattiva». «Lui è manipolato. Non mi ha mai chiamato, mai fatto gli auguri. Si giustifica un padre non presente, ma non una figlia che agisce per il suo bene. Lui non è più la stessa persona, quindi non si può parlare di ricostruire un rapporto». «Il nostro rapporto ha influenzato le mie relazioni» Evelina ha poi confessato come la figura di un padre così assente abbia condizionato la sua vita privata. «Un padre così ti educa a un amore confuso, ti insegna che l’amore non è continuità, è attesa e speranza. Papà ha condizionato il mio rapporto con gli uomini. È difficile per me avere un fidanzato e mantenerlo: ho un continuo bisogno di rassicurazioni, ho paura di perdere le persone, non mi fido». Pur riconoscendo al padre il pregio dell'onestà intellettuale e del fregarsene del giudizio altrui, Evelina conclude amaramente sottolineando come quel modello di vita le abbia causato nel tempo profondi scompensi: «Il rapporto con mio padre torna sempre come se fosse un’ombra».







