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Sabato sera è andata in onda la prima puntata della versione britannica di Saturday Night Live, il celebre programma statunitense con sketch comici noto anche come “SNL”. La puntata è stata condotta dall’attrice, produttrice e comica Tina Fey, una fra i tanti che cominciarono a fare carriera proprio grazie a SNL, e che per alcuni anni fu anche la sua autrice principale. Secondo i giornali britannici, dopotutto, è andata meno peggio del previsto.

Presentando la serata, Fey ha ironizzato sul fatto che fosse un’americana a presentare l’esordio della versione britannica del programma, dicendo che «nessuno di voi bastardi vorrebbe farlo». Come spesso succede nel programma negli Stati Uniti, il suo monologo iniziale è stato intervallato dai commenti dall’attrice irlandese Nicola Coughlan (nota per Bridgerton e Derry Girls), poi dall’attore Michael Cera e infine dal comico Graham Norton, che è salito con lei sul palco. Andando avanti si sono susseguiti diversi sketch più o meno riusciti, recitati con un cast di undici attrici e attori giovani e perlopiù poco noti.

La versione britannica di SNL è piuttosto simile a quella statunitense, uno dei programmi più longevi della televisione nazionale, che va in onda una volta alla settimana dal 1975 su NBC. Ogni puntata è costruita intorno a un ospite speciale, che partecipa agli sketch comici, si esibisce musicalmente e contribuisce in generale allo sviluppo della serata. Nonostante negli ultimi anni abbia registrato un calo degli ascolti – dovuto anche al fatto che la televisione tradizionale è sempre meno seguita – il programma è rimasto culturalmente rilevante. Ci è riuscito soprattutto ospitando personaggi molto popolari tra il pubblico più giovane, come Harry Styles, Bad Bunny o Dua Lipa.