Il prezzo dell'oro conferma la pesante inversione di tendenza della settimana scorsa: il future per la consegna immediata (Gold Spot) oggi sta facendo segnare i nuovi minimi annuali a 4.200 dollari l'oncia con una riduzione del 10,6% in poche ore. Lo stesso tipo di contratto all’inizio degli raid in Iran, veniva scambiato a 5.345 dollari, da allora sono stati azzerati tutti i guadagni del 2026, con ben nove sedute in negativo, il peggior calo da 40 anni. "La reazione dell'oro all'attuale shock macroeconomico ha un chiaro precedente di mercato", ha affermato David Wilson a Bloomberg, direttore della strategia sulle materie prime presso BNP Paribas SA. "Se si osservano i tre precedenti cicli di shock economico – nel 2008, nel 2020 e nel 2022 – l'oro inizialmente è sceso in seguito alla reazione dei mercati al flusso di notizie, con gli investitori che in genere vendevano attività per detenere dollari statunitensi", ha spiegato, aggiungendo che tutti e tre i periodi sono stati seguiti da un rally sostenuto.
Mercati e greggio, bruciati 1.700 miliardi e la recessione fa paura. “Mai un pericolo così grande”
di Francesco Manacorda
L’effetto banche centrali
Un duro colpo alle quotazioni dell’oro è arrivato dalla serie di riunioni delle maggiori banche centrali la settimana scorsa, per quanto sia la Fed che la Bce abbiamo mantenuto invariato il costo del denaro, è emerso chiaro il fatto che il probabile aumento dei prezzi, spinto dall’energia, ha azzerato le prospettive di tagli futuri, anzi è probabile un'inversione di tendenza. L’oro, principale difesa per i capitali dall’inflazione, ha perso appeal, soprattutto considerando che il lingotto viaggia da due anni ai massimi storici.









