La scheda che verrà consegnata agli elettori è di colore verde e all’interno c'è il seguente quesito: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?». L’elettore dovrà scegliere tra il sì e il no, barrando con una crocetta l’opzione preferita. L’appuntamento si inserisce in una lunga tradizione di quesiti referendari: quello a tema giustizia sarà complessivamente l’84esimo quesito su cui votano gli italiani. Finora ci sono stati 77 referendum abrogativi, 5 costituzionali, uno consultivo e uno istituzionale, quello del 2 giugno 1946 che decretò la trasformazione dell'Italia da monarchia in repubblica. Difficile capire chi vincerà seppure il Fronte del Sì appare in vantaggio in numerosi sondaggi. Perché la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti appare ormai inevitabile in un'Italia che si va modernizzando. In Europa è già realtà da tempo in molti paesi.