Il gruppo è stato immediatamente rintracciato grazie all'Artva, il dispositivo di localizzazione ricetrasmittente in dotazione agli scialpinisti. Nel frattempo, erano stati allertati gli ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone e Innsbruck per l'accoglienza dei feriti e l'adeguamento di sistemi di supporto vitale extracorporeo (Ecmo). Prima di oggi, l'ultima vittima in Alto Adige c'era stata lo scorso 22 febbraio nel comprensorio di Merano 2000: in quell'occasione, poco dopo mezzogiorno la massa nevosa si era staccata dal monte Plattinger nella zona di passo Missensteiner. Anche in quel caso, il dispiegamento di soccorritori intervenuti fu massiccio: tra i 50 e i 70 provenienti da Merano, Lana e Sarentino, con unità cinofile, sonde ed elicotteri dotati del sistema di tracciamento. La vittima era un cinquantenne altoatesino - Armin Schwitzer - originario della Val Sarentino. A trovarlo un cane da valanga dopo alcune ore di ricerca. Proprio in questi giorni, tra l'altro, ricorre il decimo anniversario della valanga di Monte Nevoso, sopra Riva di Tures (era il 12 marzo). Si tratta della più grave disgrazia degli ultimi anni sulle montagne dell'Alto Adige: sei morti tra cui un ragazzo di 16 anni, una giovane infermiera, un alpinista molto esperto, che aveva scalato addirittura il Manaslu, e il direttore generale della Camera di Commercio del Tirolo.