«C'è chi parla di noi come di una élite, che produce giocattoli costosi… Ma qui lavorano esperti saldatori, maestri d'ascia, operai qualificati, tecnici altamente specializzati, architetti, ingegneri che come sarti confezionano bellezze ed emozioni. Dobbiamo essere orgogliosi di queste donne e di questi uomini per il lustro che portano al nostro Paese…». Le parole del savonese Diego Michele Deprati, il Ceo di Baglietto, risuonano sugli scali della Spezia, al centro del Miglio Blu, una concentrazione di cantieri navali che vara quasi il 30% dei superyacht nel mondo. Il manager parla di orgoglio: da lì a breve consegnerà con il varo la più grande barca mai costruita dal "Gabbiano" - il marchio del gruppo - nei suoi 170 anni di storia, il T60, un sessanta metri in acciaio che mentre parla guarda con il cuore.

Emozioni

Bisogna viverli i vari, per capire. L'alzabandiera, l'inno d'Italia cantato, le autorità, la benedizione marinara, il rito del "in nome di Dio taglia!", la bottiglia di champagne che si infrange sulla chiglia, l'esplosione di coriandoli tricolore, la barca che scivola in mare con la gru sulle note di "Nessun Dorma - Vincerò" cantata da Bocelli. "Ci è stato chiesto un abito su misura che potesse sfidare il vento, riflettere la luce del mare e soprattutto calzare perfettamente sulla personalità degli armatori e sui loro sogni", dice il campano Fabio Ermetto, direttore commerciale di Baglietto. Deprati è un ex ufficiale della Marina Militare, ha guidato Mondomarine e Cerri; Ermetto ha lavorato da Elsen, poi in Benetti, Camper & Nicholson: ne avranno visti di vari, no? Eppure, trattengono a fatica l'emozione.