ESTE (PADOVA) - Troppo vicina a un luogo di culto e a un poliambulatorio, la videolottery di via Atheste non riaprirà. Il Tar del Veneto, con sentenza dell'11 marzo, ha respinto il ricorso di un'imprenditrice che aveva comprato la sala giochi Las Vegas e chiedeva una nuova licenza, bocciata dalla Questura di Padova perché il locale si trova a meno di 400 metri dal centro culturale islamico El Khattab e dal poliambulatorio Domus Medica, due dei siti sensibili protetti dalla legge regionale 38 del 2019.
La vicenda è il secondo capitolo giudiziario che riguarda l'ex sala slot del centro atestino, già chiusa nel settembre 2025 dopo che il questore Marco Odorisio ne aveva revocato la licenza ai precedenti gestori cinesi per sospetto riciclaggio, a causa di un giro anomalo di prelievi in contanti tramite il pos che aveva movimentato oltre tre milioni di euro. Il Tribunale amministrativo aveva confermato quella revoca con sentenza del 22 settembre scorso, riconoscendo la piena legittimità del provvedimento della questura.
Dieci giorni dopo, il 2 ottobre 2025, una donna aveva rilevato l'attività con un atto di cessione d'azienda comprensivo del contratto di affitto dei locali e del rapporto con il concessionario di Stato NetWin Italia. Il 21 dello stesso mese aveva presentato la domanda per ottenere una licenza a proprio nome, sostenendo che si trattasse di un semplice subentro in un'attività aperta dal 2017, prima della legge regionale, e quindi esente dal vincolo dei 400 metri dai luoghi sensibili. La questura aveva respinto l'istanza il 29 gennaio, dopo che un sopralluogo della polizia locale, effettuato il 24 dicembre 2025, aveva accertato la presenza del luogo di culto a ridosso della sala.






