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In assenza di certezze per quanto concerne il testamento pubblico, la ripartizione dei beni avverrà secondo quanto previsto dalla successione legittima
Dopo la morte di Umberto Bossi, venuto a mancare nella serata di giovedì all’ospedale Circolo di Varese all’età di 84 anni, iniziano a emergere le prime indiscrezioni relativamente alla successione patrimoniale.
I beni di proprietà dello storico fondatore della Lega Nord saranno ripartiti tra i suoi familiari più stretti, ovvero in primis la moglie Manuela Marrone, con la quale convolò a nozze dopo un periodo di convivenza il 21 gennaio del 1994, e i quattro figli Riccardo (nato dal primo matrimonio con Gigliola Guidali), Renzo, Roberto Libertà ed Eridano Sirio. Non disponendo al momento di alcun dettaglio circa le ultime volontà testamentarie dell’ex ministro delle Riforme Istituzionali, se così dovessero restare le cose la suddivisione del patrimonio verrebbe a definirsi sulla base delle quote previste dalla successione legittima, vale a dire quel meccanismo ereditario che si attiva per legge in assenza totale o parziale di testamento. Nel caso specifico, quando cioè al defunto sopravvivono una moglie e più di un figlio, la ripartizione prevede l’attribuzione di 1/3 delle quote patrimoniali alla consorte e i restanti 2/3 da suddividere in parti eguali tra i figli, tenendo presente ciò che è già stato intestato ai componenti del nucleo familiare.








