Chuck Norris, il campione di arti marziali che è diventato un’iconica star del cinema d’azione statunitense, è morto. Aveva 86 anni. Il celebre Cordell Walker del telefilm Walker Texas Ranger, ma anche l’ufficiale delle forze speciali McCoy di Delta Force, e ancora lo sfidante di Bruce Lee tra le stanze del Colosseo in L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente, era ricoverato da giovedì scorso in ospedale delle Hawaii.
“Per il mondo era un campione di arti marziali, un attore, un simbolo di forza. Per noi, un marito devoto, un padre e un nonno amorevole”, hanno scritto i familiari in un post su Instagram dove ne hanno annunciato pubblicamente la morte. Se c’è stato, infatti, un elemento che ha caratterizzato la presenza di Norris in scena, è stata proprio la credibilità del suo ruolo di combattente nelle arti marziali.
Nato in Oklahoma nel 1940, con anche un quarto di sangue Cherokee nelle vene, Norris raccontò più volte di aver passato un’infanzia infelice, lui così piccino, timido e in balia dei bulli della scuola. È grazie all’aver prestato servizio nella United States Air Force ad inizio anni sessanta, e al trasferimento in una base della Corea del Sud che Norris impara le arti marziali, soprattutto karate e taekwondo. A forza di allenamenti, tornato negli Stati Uniti è sul finire degli anni sessanta che comincia a mietere vittorie sportive. Norris apre diverse catene di palestre di arti marziali e in una di queste ha come allievo Chad, il figlio di Steve McQueen.











