Così facendo, la stampa mainstream e le leadership dei partiti di sinistra hanno applicato una vera e propria discriminazione etnica. Per non parlare della loro “distrazione” pluridecennale verso le torture medievali e le impiccagioni pubbliche che hanno martoriato quel Paese. Chi si professa antifascista dovrebbe essere il primo a riconoscerei tratti del totalitarismo, ovunque essi si manifestino. C’è una grossa contraddizione dunque in chi celebra la Liberazione italiana dal nazifascismo, ma resta in silenzio di fronte a un popolo che sta subendo un destino più atroce del nostro.