Non ha voluto rispondere alle domande che gli hanno rivolto il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota e il sostituto titolare del caso Antonio Mele il quarantanovenne Vincenzo Dongellini, che questa mattina è stato trasferito dall'ospedale in carcere con l'accusa di aver ucciso la moglie Valentina Sarto, 41 anni, ieri nella loro casa di Valtesse a Bergamo.

L'uomo è difeso dall'avvocato Stefania Battistelli e nelle prossime ore sarà sentito anche dal gip. Domattina è invece in programma l'autopsia sul corpo della vittima, che sarà eseguita all'obitorio dell'ospedale Papa Giovanni XXIII.

Dai primi rilievi della polizia scientifica, la donna sarebbe stata raggiunta tra le 6 e le 8 coltellate alla schiena e al collo. L'esame chiarirà anche l'ora esatta della morte, che dovrebbe risalire tra le 10 e le 11, dunque circa un'ora e mezza prima di quando Dongellini ha avvisato, dopo aver tentato a suo dire di togliersi la vita, la figlia di 22 anni che vive a Cremona. A casa, in via Pescaria, sono quindi intervenute le forze dell'ordine, che hanno dovuto sfondare la porta per entrare. Valentina Sarto era già morta, a terra nella loro stanza in un lago di sangue. Dongellini era rannicchiato di fianco e non ha opposto resistenza. È stato sentito dalla polizia anche Moris Panza, l'uomo con cui la donna aveva una relazione dallo scorso febbraio. L'uomo ha spiegato di aver più volte spinto Valentina a sporgere denuncia nel corso degli ultimi mesi e in particolare lo scorso sabato, quando l'aveva accompagnata dai carabinieri di Almenno San Salvatore "per avere un consiglio su come comportarci". Lei però non era convinta e ha deciso di aspettare ancora una settimana, per vedere come sarebbero andate le cose.