Vaasa, Finlandia – Per il nono anno consecutivo la Finlandia è stata dichiarata il paese più felice del mondo. Come sempre, ad affermarlo è il World Happiness Report preparato dalla società di sondaggi americana Gallup in collaborazione con il Wellbeing Center dell'università britannica di Oxford. L’edizione 2026 è stata diffusa oggi (19 marzo, ndr). Quando la notizia esce ci troviamo proprio nella città di Vaasa, che sarebbe la più felice - ripetono qui - nel paese più felice del mondo. Se siete curiosi di sapere com’è la vita in questo borgo industriale di 70mila abitanti affacciato sul Baltico, siete nel posto giusto.Verde a perdita d’occhioIl quadrielica bianco e azzurro (i colori della bandiera nazionale) tirato a lucido scende verso la pista con un rollio sconosciuto ai motori a reazione. La foresta si distende a perdita d’occhio attorno a Vaasa, lunghe file di alberi dritti che si slanciano verso l’alto. Molto spazio, molta acqua. E' piovuto per una settimana e, della coltre di neve bianca che in questo periodo dell’anno ricopre la regione, resta solo qualche cumulo a bordo strada. Il mare, però, a tratti è ancora ghiacciato: è lo stesso che attira turisti, pare soprattutto tedeschi, interessati a vedere in azione i famosi rompighiaccio finlandesi. Secondo il presidente americano Donald Trump, sono i migliori al mondo. L’inquilino della Casa Bianca è interessato al prodotto, date le mire su Groenlandia e Artico.Vaasa non è un paradiso naturalistico, non sfoggia raffinate architetture. È una città che, come Helsinki, nelle costruzioni tradisce la mancanza di radici lontane nel tempo. Ancora industriale, votata all'export, si sta sforzando di applicare diligentemente la transizione verso l’energia pulita, tanto da vincere alcuni premi per i risultati raggiunti. Le ciminiere sono ancora ben visibili quando si passeggia tra le strade. Memoria di un tempo che fu, di un panorama che vedeva le colonne di fumo levarsi verso il cielo una dietro l'altra.Il territorio che la circonda oggi accoglie quello che è il più importante cluster energetico del Nord Europa, un aggregato di industria e ricerca che dà lavoro a 13mila persone e, da solo, assomma quasi il 10% delle esportazioni nazionali. Non è raro sentirsi raccontare che in ogni rete elettrica del mondo c’è almeno un componente o una tecnologia pensati qui. Del resto, la Finlandia è il paese della Nokia, già uno dei maggiori produttori di “telefonini” al mondo. Una interessante Energy week, andata in scena in questi giorni e giunta alla tredicesima edizione, prova a mettere a sistema gli spunti e a far conoscere la capitale regionale dell'Ostrobotnia al mondo.Un certo pragmatismoLo sforzo di migliorarsi, il pragmatismo, un certo stoicismo, sono tratti tipici della visione del mondo finlandese. Antonio, ingegnere calabrese, è qui dal 2004. Arrivato con il progetto Erasmus, oggi parla e sogna in lingua suomi. Vent'anni fa della Finlandia sapeva poco. La destinazione non era tra le più gettonate dagli studenti: il professore di allora lo lasciò partire anche grazie a un piano ben orchestrato di esami da sostenere durante il periodo all'estero. Complice l'amore, i sei mesi diventarono dodici. Poi il rientro in Italia, la laurea, quattro anni a Milano, prima che condizioni lavorative migliori lo portassero a decidere di staccare nuovamente il biglietto per il nord. Questa volta definitivamente.“L’apparenza conta poco in questo paese”, dice di fronte a una birra analcolica. L’inverno nordico non è uno scherzo: la mancanza di luce deprime, uccide, così come il senso di solitudine. Lo conferma l'alto tasso di suicidi, un ossimoro nel paese più felice del mondo, almeno secondo le statistiche. Spesso ci si attacca alla bottiglia. Per questo, spiega il manager, la normativa sull'alcol alla guida è piuttosto rigida. “Ma adesso va meglio rispetto a un tempo”.Dov’è la felicità a Vaasa?, chiediamo a chi incontriamo. Leena, che ci ha fatto da guida in questi giorni passati a viaggiare tra le aziende e conferenze, riesce a dare sostanza al senso di smarrimento che proviamo quando, per la nona volta, troviamo la Finlandia davanti a tutti. “Per la verità, non lo sappiamo neanche noi”, ammette. “Leggiamo i giornali tutti gli anni, e ancora facciamo fatica a capirlo”. Chi scrive resta in silenzio. Alle statistiche, si sa, si può far dire ciò che si vuole. Ma alla franchezza di questa quarantenne, che si concede lunghe pause nel parlare e non si lascia mai sfuggire una frase banale, non eravamo pronti.Uno scorcio del centro città di Vaasa (Antonio Piemontese)