PORDENONE - Quell'incidente, avvenuto il 13 luglio del 2024 sulla Sella Chianzutan, che collega la Carnia alla Val d'Arzino, era stato gravissimo. E aveva lasciato segni permanenti, costringendolo a un lungo percorso a Casa Serena, la casa di riposo di Torre di Pordenone. E ieri quel calvario è terminato. Giampietro Varnier, 66 anni, è morto dopo quasi due anni dallo schianto in sella alla sua Ducati. Originario di Pordenone e residente a Porcia, Varnier ha lasciato la moglie, un figlio e una figlia.

Il 66enne pordenonese guidava una nota azienda di Vittorio Veneto. La sua posizione era apicale: amministratore delegato. E proprio i vertici dell'azienda, la Microline, hanno voluto rendere omaggio a Varnier. «Oggi la famiglia Microline si stringe nel dolore per la scomparsa di Giampietro Varnier - la nota della società di Vittorio Veneto - . Con lui se ne va un uomo di rara visione e straordinaria dedizione che ha saputo guidare l'azienda con fermezza e umanità. Il suo lascito non è fatto solo di successi professionali, ma di valori profondi: il rispetto per il lavoro e la capacità di guardare sempre al futuro. Il suo esempio continuerà a essere la bussola per tutti noi».

Tanti i commenti di amici e colleghi. Il 13 luglio 2024 il grave incidente. Secondo le prime ricostruzioni di allora, era caduto in maniera autonoma in un tratto in curva lungo la strada ex provinciale 1 Val D'Arzino, famosa per le gare automobilistiche in cronoscalata. Diversi i traumi che si era procurato cadendo rovinosamente sull'asfalto e sul posto in suo soccorso si erano precipitati i sanitari con l'ambulanza e l'elisoccorso regionale. Il centauro, stabilizzato dopo lunghe manovre da parte dell’equipe medica (durate un’ora e mezza), era stato quindi trasferito in codice rosso all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Poi il percorso di affidamento a diverse case di cura, fino al decesso di ieri.