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Con il francese solo un ko e media punti migliore. Sabato cerca il 1° gol a San Siro
Primo indizio: all'esordio del Milan con la Cremonese a San Siro, assente giustificato (era ancora tesserato con il Marsiglia); secondo indizio: assente per squalifica (due gialli collezionati nella stessa partita, Pisa, a fine partita) contro il Parma a San Siro, seconda sconfitta domestica rimediata; terzo indizio: assente per squalifica a Roma contro la Lazio in campionato. Se i tradizionali tre indizi formulano una prova, ecco la prova regina dell'insostituibilità di Rabiot accentuata tra l'altro da una mini serie di pareggi (all'epoca dell'infortunio rimediato in Nazionale) ottenuti nel frattempo. Con una sola eccezione: la sconfitta, sempre con la Lazio, questa volta in coppa Italia (allora fu risparmiato Modric entrato solo nei minuti finali) con il francese in campo. Al ritorno dal viaggio a mani vuote dell'Olimpico, con la grande occasione persa di mettere pressione all'Inter, il Milan ha scoperto il suo asso nella manica. Che è appunto Rabiot capace di offrire al sodale Modric l'assistenza necessaria e all'intero gruppo la personalità cui rivolgersi nei momenti di difficoltà. "Quando sei sotto stress guardami e dammi la palla anche se sono marcato" ripeteva ai bei tempi andati Andrea Pirlo. Rabiot, in un linguaggio più diretto, è capace di trasmettere lo stesso messaggio ai suoi.







