Il catasto è destinato a diventare uno degli strumenti chiave della politica fiscale. Nell’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per il triennio 2026-2028, predisposto dal ministro Giancarlo Giorgetti, la riforma dei servizi catastali occupa infatti un posto centrale.
Non più quindi polveroso contenitore di mappe e documenti ma chiave di volta anti evasione. L’obiettivo è duplice: da una parte rafforzare i controlli nel settore immobiliare, dall’altra migliorare l’accesso ai dati e la funzionalità dei servizi, non solo per finalità tributarie ma anche a supporto degli enti territoriali.
Il piano attribuisce ai controlli sul settore immobiliare un ruolo rilevante nel contrasto all’evasione. Resta però confermata la linea della "compliance", cioè dell’invito ai contribuenti a regolarizzare spontaneamente eventuali anomalie prima dell’avvio di controlli più incisivi. In questo quadro, il Catasto non viene più considerato soltanto come archivio tecnico, ma come una piattaforma informativa sempre più integrata, capace di incrociare dati utili per l’amministrazione fiscale.
Tra i gli interventi previsti c’è il completamento della mappatura del territorio. L’attività sarà basata sulla fotointerpretazione di immagini aeree e potrà avvalersi anche di algoritmi di intelligenza artificiale per individuare gli immobili fantasma, cioè i fabbricati non dichiarati al Catasto. Questa attività sarà accompagnata dalla creazione della nuova Anagrafe dei titolari, un registro destinato a collegare i dati catastali con l’identità dei proprietari. L’obiettivo è concentrare in un unico punto informazioni oggi distribuite tra archivi pubblici diversi, rendendo più semplice l’incrocio dei dati e aumentando la trasparenza del mercato immobiliare.







