Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
19 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:31
“È scandaloso citare il caso Garlasco come esempio di inefficienza della giustizia, o di sudditanza dei giudici verso i pm. Anzi, è esattamente il contrario: in questo processo, anche se con tempi lunghi, si è arrivati a stabilire la verità. E i giudici hanno mostrato autonomia sia rispetto all’accusa, sia rispetto agli altri giudici”. Gian Luigi Tizzoni è l’avvocato della famiglia di Chiara Poggi, la 26enne uccisa il 13 agosto 2007 nel paese della Lomellina ad opera – secondo una sentenza definitiva – dell’allora fidanzato Alberto Stasi. Un caso di cronaca nera tra i più mediatici della storia d’Italia, riesploso di recente con la nuova indagine nei confronti di Andrea Sempio e finito nel tritacarne della campagna referendaria: la premier Giorgia Meloni ha esortato a votare Sì alla riforma Nordio “perché non ci possa più essere una vergogna come quella di Garlasco”, alludendo a un presunto errore giudiziario in realtà tutto da dimostrare. Ma Tizzoni, che in questa storia rappresenta le vittime, non è affatto d’accordo. E annuncia al Fatto il suo No al referendum di domenica e lunedì: “Mi spaventa l’idea di un pubblico ministero svincolato dal giudice, con un potere mediatico che sarebbe probabilmente ancora più forte di adesso”.







