Il più recente spin-off uscito dal longevo franchise di Star Trek non convince del tutto: troppe tensioni giovanili, romance da accademia e temi woke. E troppo poca space opera

Star Trek: Starfleet Academy, in streaming da gennaio 2026 su Paramount+

Genova – Chi scrive è un po’ deluso. Non tanto per quello che c’è, ma soprattutto per quello che manca. L’ultima serie ambientata nell’universo creato da Gene Roddenberry (Star Trek: Starfleet Academy, in streaming su Paramount+ da gennaio 2026) sembra un Dawson’s Creek – o un Riverdale - ambientati nello spazio: amori e delusioni sentimentali post adolescenziali, gelosie da scuola superiore, tensioni e rivalità tra protagonisti nemmeno ventenni. Con insegnanti che sembrano arrivare direttamente da Hogwarts, nella saga di Harry Potter. E fin qui potrebbe essere solo un problema di divario d’età tra i protagonisti e (nel nostro caso) lo spettatore.

Giovani cadetti di Starfleet Academy (foto IMDb)

I temi della scoperta di nuovi pianeti e di esotiche razze senzienti, dell’epica spaziale, di un’esplorazione rispettosa delle diversità delle culture incontrate sono drammaticamente relegati sullo sfondo della narrazione. In primo piano campeggiano sussulti ormonali, il percorso accidentato del ragazzo che diventa adulto, la quotidianità dei cadetti – tutti peraltro troppo belli, troppo patinati - e le inevitabili scintille tra reclute.