I"rugged computer" (computer “robusti”, “da cantiere”) sono compagni inseparabili dei professionisti che operano negli ambienti più ostili e impegnativi. Nati dall'esigenza di avere dispositivi capaci di resistere a urti, cadute, polvere, acqua e temperature estreme, questi computer portatili e tablet sono diventati strumenti indispensabili per settori come la difesa, i servizi di emergenza, le utility, l'edilizia e l'automotive. La loro robustezza non è un optional, ma una necessità vitale per garantire continuità operativa e sicurezza dei dati in situazioni dove un normale laptop non sopravviverebbe nemmeno un'ora.

In questo contesto di innovazione e resilienza, Panasonic si è affermata portando avanti una tradizione di eccellenza che oggi compie 30 anni dalla nascita della linea Toughbook, nata nel 1996 col modello CF-25, proseguita nel 1998 con l’introduzione del touch screen e della connettività con il modem integrato, nel 2013 con la nascita dei tablet (a proposito, novità in arrivo anche su questo fornte...) Toughpad Book F2-G1, e che oggi culmina con il lancio del Toughbook 56, sette anni dopo il precedente modello. Questo nuovo portatile non è solo un'evoluzione, ma compie un salto generazionale, integrando tecnologie all'avanguardia e un design ergonomico totalmente rinnovato. Come spiega Steven Vandevogel, head di Panasonic Europe, “è il frutto di anni di miglioramenti incrementali che, combinati, rappresentano un significativo passo avanti nella mobilità robusta. E’ ‘semplicemente’ una tecnologia che funziona, nel senso che è un prodotto per quelle applicazioni critiche che non possono permettersi malfunzionamenti”.