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Ultimo aggiornamento: 14:09
In comune, oltre alla giovanissima età, hanno un entusiasmo contagioso e la voglia di raccontare luoghi architettonici, d’arte e natura di immensa bellezza e di farlo, però, con innovazione e creatività. Ad esempio immaginando, come fa Diego Bonacina, 28 anni di Bergamo, modi inusuali per attrarre i più giovani a visitarli. O invece, come fa Luisa Lombardo, 31 anni, di Palermo, rendendo questi luoghi accessibili a tutti, dai bambini agli ipovedenti, con percorsi inclusivi creati con fatica e dedizione.
Luisa, ingegnera, e Diego, responsabile della contabilità di un’azienda, sono entrambi volontari del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, che proprio il prossimo sabato 21 e domenica 22 marzo organizza le note “Giornate FAI di Primavera”, con visite a contributo libero in 780 luoghi in tutta Italia. La prima, Luisa, è delegata regionale e responsabile comunicazione social del FAI Sicilia, il secondo, Diego, è capogruppo del Gruppo Giovani (insieme ad Arianna Pessina) ed ex delegato social del FAI Bergamo.
“Ho iniziato otto anni fa, dopo la tesi, sono entrata subito nel Gruppo FAI Giovani di Palermo”, racconta Luisa. “Ho concluso un dottorato in architettura, e mi ha sempre affascinato l’idea di rendere fruibili luoghi solitamente inaccessibili. Ogni apertura richiede molto lavoro, ci sono accordi e procedure amministrative con vari enti. Quest’anno abbiamo riaperto il sito di Porta Nuova, a Palermo, un bene del Comando Militare Esercito ‘Sicilia’ che già aveva riscosso grandissimo successo in passato”. La nuova apertura proposta il 21 e 22 marzo, però, sarà speciale. Perché Luisa, insieme a sua sorella Francesca, designer, hanno studiato per rendere il luogo accessibile davvero a tutti. Disegnando un percorso dedicato a chi ha scarsa mobilità, che include un video racconto di 30 minuti con sottotitoli che simula il percorso di visita con immagini effettuate dal drone; un percorso tattile per gli ipovedenti. E per i bambini, che non possono salire in terrazza un cartone animato con protagonista Aquilotto, il simbolo di Palermo ma anche un ‘volontario FAI’ che racconta la storia, appunto, di Porta Nuova. “È un progetto pilota, il primo in Italia”, continua Luisa, “avevamo timore di non riuscire a trasformare le loro esigenze in opportunità invece il risultato è stato una completa fruizione del bene. Speriamo possa essere un esempio anche per altri luoghi”.









