Prima il gesto “premuroso”, poi la scena che non ti aspetti. Gli agenti hanno aspettato che accompagnasse i figli a scuola, per evitare loro “lo shock di vedere il papà portato via”. Ma sapevano bene cosa cercavano. Dentro quell’appartamento – racconta il Messaggero - si nascondevano sette chili di cocaina.

Il “Boston George” in questione è un italiano di 44 anni, insospettabile, vita normale, famiglia, routine. O almeno così sembrava. Poi l’indagine, partita da un altro filone sul traffico di droga a Roma, ha acceso i riflettori su Torpignattara. Gli investigatori hanno seguito piste, volti, movimenti sospetti. E soprattutto hanno lavorato “alla vecchia maniera”: appostamenti, osservazioni, pazienza. Il nome dello spacciatore spunta così. E con lui quel condominio in via Carlo Della Rocca. Movimenti strani, visite, un via vai che non torna. Scatta il blitz, ma con tempismo chirurgico: prima i figli a scuola, poi il controllo.

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Quando i poliziotti si presentano, lui è glaciale. Nessuna reazione, nessun segnale. Per un attimo gli agenti temono il peggio: droga sparita, operazione saltata. Invece basta insistere. L’uomo cede, cambia volto. Li accompagna in cucina, apre uno sgabuzzino e consegna uno zaino. Dentro, il tesoro: quattro panetti e sacchetti per un totale di sette chili di cocaina. La spiegazione è sempre la stessa. “Ristrettezze economiche”, dice. Lavoro perso, bisogno di soldi. E così accetta di “tenere la roba” per conto di qualcuno che neppure conosce. Solo un nome, qualche messaggio su una chat. Il resto, buio totale. Il 44enne, così, finisce in manette, in attesa di convalida.