"Siamo in una fase emergenziale con tanti conflitti in corso.
Il contesto geopolitico ci impone di essere concreti.
In nessun luogo i prezzi dei diritti di emissione sono così alti come da noi", avverte il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che in una intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung rilancia l'appello degli industriali all'Europa per uno stop al sistema europeo di scambio delle quote di emissione. L'Ets "dovrebbe essere sospeso temporaneamente, in attesa di una rapida e più ampia revisione del meccanismo. Il sistema mette a rischio la nostra industria.
Questo dovrebbe preoccupare soprattutto Germania e Italia, le due nazioni con la più grande quota industriale nell'Ue". "La situazione è molto seria. E' una vera questione di sicurezza nazionale", evidenzia ancora il leader degli industriali. "Le emissioni non diminuiscono, ma noi perdiamo pezzi di industria.
Questa è una strada senza uscita per l'Europa. Allo stesso tempo , il fabbisogno di elettricità continua a crescere, anche per lo sviluppo di infrastrutture energivore come i data center". Che fare? "Oltre ad accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili, abbiamo bisogno anche di un ritorno al nucleare con reattori più piccoli e modulari di nuova generazione.







